giovedì 13 dicembre 2018

Vicolo del Pavone per la laurea di Antonio Spada in Culture e tecniche della Moda - Novembre 2018

Antonio Spada, gardesano classe 1996, attualmente frequenta l’Accademia di Belle Arti “Santa Giulia” di Brescia. Nel novembre 2018 si è laureato all’Università di Bologna in Culture e tecniche della moda con la tesi La femme fatale tra mitologia e modernità, uno studio che approfondisce l’analisi sull’iconica figura femminile evidenziando alcuni suoi tratti caratteristici emblematici per la donna del presente, consapevole della propria identità di genere, e già delineati in alcune archetipiche e leggendarie immagini muliebri, tra cui lo storico e mitico personaggio di Giulietta Capuleti tramite la sua descrizione in Le fonti italiane e inglesi del “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, pubblicato da Vicolo del Pavone nel 1999.

Per la laurea in Culture e tecniche della moda dell’Università di Bologna, nella sessione di novembre 2018, Antonio Spada ha presentato uno studio sulle origini della famme fatale e sui tratti caratteristici, e simbolici, della figura emblematica, perciò comparata ad altre icone femminili, tra cui la leggendaria Giulietta Capuleti nella descrizione del suo personaggio tratta da un libro pubblicato da Vicolo del Pavone.

Con i complimenti per l’accuratezza nell’elaborazione, lo staff ringrazia Antonio Spada del suo riferimento a Le fonti italiane e inglesi del “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare, testo oggi raro le cui copie sono tutte conservate nelle biblioteche di esperti e negli archivi di centri accademici e circoli culturali, e un titolo che spicca nel catalogo storico della casa editrice.

La Casa Editrice infatti, fondata a Piacenza nel 1994, dal 2016 è sita a Castelnuovo Scrivia, città natale di Matteo Bandello, che nel XV secolo visse a corte dei milanesi Sforza e dei mantovani Gonzaga e, al seguito di Cesare Fregoso, un capitano della Serenissima, abitò a Verona e Garda, dove fece ricerche con cui ha documentato La sfortunata morte di due infelicissimi amanti, che l’uno di veleno, e l’altro di dolore morirono: con varii accidenti, ovvero la IX novella della II parte della raccolta e un testo che, come dimostra il libro pubblicato nel 1999 citato da Antonio Spada, ha contribuito a far conoscere la storia dei veronesi Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti al drammaturgo inglese, e così al mondo.

Ancora un grazie e un grande in bocca al lupo ad Antonio che ci dimostra che la vitalità e l'utilità di fare cultura non si esaurisce mai, ma prosegue sempre, di libro in libro...

Qui di seguito l’estratto de La famme fatale tra mitologia e modernità di Antonio Spada:

Il tipo di femminilità che viene a delinearsi appare malvagio, misterioso, oscuro ma bello e seducente; perfettamente ritratto dal componimento del poeta inglese John Keats: La Belle Dame sans Merci (1819).

I met a lady in the meads

Full beautiful a faery’s child,

Her hair was long, her foot was light,

And her eyes were wild.

[…]

And there she lullèd me asleep,

And there I dream’d, Ah! Woe betide!

The latest dream I ever dream’d

On the cold hill’s side.

I saw pale kings and princes too,

Pale warriors, death pale were they all:

They cried, "La belle dame sans merci

Thee hath in thrall.” (1)

La poesia pone le basi per temi che diverranno topos nella descrizione della Femme fatale: l’eccezionale bellezza, la dimensione magica-oscura, la seduzione e l’annientamento dell’innamorato. Avviene così una frattura netta nell’immaginario femminile lodato nei componimenti precedenti dello stilnovo e cinquecenteschi; dall’amata dagli attributi angelici o pronta a sacrificare la vita in nome dell’amore. Il personaggio di Giulietta di Matteo Bandello, che «dolcemente e furtivamente talora così sotto occhio mirando, sentiva non so che dolcezza al core» (2) mentre seguiva con lo sguardo l’amato Romeo «che senza lui è impossibil ch’io viva» (3), subisce una metamorfosi abbandonando l’aura pura e candida, dai sani principi religiosi - «Giulietta mostra la sua onestà, rifiutandosi di corrispondere all’amore di Romeo prima del matrimonio» (4) - per abbracciare incondizionatamente la dimensione opposta: del demoniaco, del mortifero e dell’erotismo. A questi caratteri della femminilità deviata si aggiunge quello della bellezza per l’orrido e il brutto, racchiuso nella formula: bellezza medusea. Concetto che [approfondisce] Mario Praz nel suo La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica (1930) …

1) J. Keats, Vita, poetica, opere scelte, a cura di S. Sabradini e N. Fusini, Vicenza, 2008, pp. 527-30.

2) M. Bandello, Le novelle del Bandello, in Tutte le opere di Matteo Bandello, a cura di F. Flora, Milano, 1942, pg. 807.

3) Ibidem, pg. 809.

4 ) G. Merli - S. Mantini, Le fonti italiane e inglesi del Romeo e Giulietta di William Shakespeare, Vicolo del Pavone, Piacenza - 1999, pg. 29.